Caro Michele, abbiamo esitato a scriverTi questa lettera, perché increduli e anche arrabbiati, ma allo stesso tempo abbiamo cercato di capire il motivo delle reiterate e gratuite affermazioni pubbliche “anticomuniste” e sui “comunisti” di questi giorni, effettuate da Te, non casualmente, dopo e non prima della campagna elettorale e dei ballottaggi.
La lista comunista e anticapitalista, di cui fa parte Rifondazione Comunista, ha ottenuto un risultato negativo al Comune di Bari, migliore alla Provincia e alle Europee. Pensiamo comunque di aver dato un nostro contributo alla coalizione e anche alla Tua rielezione; e, cosa ancora più importate, l’abbiamo dato in 5 anni di leale e franca collaborazione nella passata consiliatura, qualificando nettamente la politica dell’amministrazione della città, dalla Caserma Rossani al contrasto ai poteri forti in campo urbanistico, dal registro delle Unioni Civili alla lotta alle povertà, dalle politiche sociali alla costante attenzione verso l’accoglienza e l’immigrazione, per finire all’appoggio forte e sostanziale sulle vicende Fibronit, Punta Perotti, mobilità sostenibile, solo per fare alcuni esempi.
Sono impegni che come partito intendiamo perseguire anche fuori dal consiglio comunale. All’indomani del Tuo apparentamento con l’UDC, Rifondazione Comunista non ha fatto alcuna richiesta di partecipazione alla giunta comunale e anzi si è dichiarata fuori della maggioranza, non condividendo un’ operazione che cambia il profilo della coalizione e peserà sulle scelte amministrative. Ciò rende ancora più sconcertanti le tue affermazioni.
Non sappiamo se esse (“noi siamo anticomunisti”….“non esistono più i comunisti”) siano il frutto dell’ euforia di una vittoria anche personale che ti fa ritenere di poter decretare chi “esiste” e chi “no”, oppure se attaccare i comunisti e il comunismo serve a giustificare trasformismi e spericolate acrobazie politiche che giungono fino alla apertura anche a movimenti post fascisti come quello diretto dalla Poli Bortone. O forse tutte e due le cose.
Al Sindaco di Bari ricordiamo una cosa: il comunismo è prima di tutto una pratica politica, una scelta di campo dalla parte delle classi sociali più deboli e contro tutti gli egoismi, sicuramente non è una pratica di accattonaggio politico e di interessi personali.
Da questo punto di vista i comunisti, fattene una ragione, esistono e vanno ben oltre il semplice risultato elettorale, dunque, per essere chiari, ben oltre i voti alla lista che noi stessi rappresentiamo. Esistono e si aspettano non una legittimazione (che non ci risulta essere fra le pur importanti prerogative del sindaco), ma risposte concrete ai bisogni di una comunità spesso disgustata dal teatrino della politica.
Le Tue dichiarazioni e le Tue scelte di questi giorni a noi suonano come un non voler rispettare gli impegni su laicità, beni comuni, risanamento ambientale e urbanistico, lotta alla povertà.
Su questi temi e non sulle tattiche elettorali Rifondazione Comunista terrà la propria azione nella società.
Per finire, noi eravamo e siamo antifascisti, e Tu?
Un franco saluto.
Gigi Liantonio
Coordinatore cittadino del PRC
A nome di tutte le compagne e i compagni del PRC di Bari
p.s. UN TEMPO QUALCUNO ERA COMUNISTA cantava il mai troppo rimpianto Giorgio Gaber. Ah se potesse tornare a raccontarci, con le sue canzoni, le ipocrisie e il trasformismo italico. Lo consigliamo vivamente a tutti i pentiti dell’ultima ora.


